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LA STORIA DI QUASI

(dal blog Mondo di Mongo)

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la piccola Quasi in tutto il suo *ahem* splendore

Cari Amici e affezionati lettori del blog di Mongo,

a grande richiesta ho deciso di pubblicare un articolo su Quasi. So che esula dal nostro argomento "principe" di conversazione che è il piccolo alieno macrocefalo, ma ci è sembrato doveroso presentare a tutti la storia di questa componente della nostra freak family, visto che il ricavato delle spille che tanti di voi stanno acquistando andrà per regalare a Quasi un nuovo ginocchio che le permetterà di camminare leggermente meglio di ora.

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Intanto, intendiamoci: Quasi E' UN CANE. NON è un maiale, NON è un cinghiale, nè una iena, un diavolo della tazmania, un cammello, una cavalletta, un topo o altro. E' UN CANE. cominciano a darmi sui nervi i commenti "sembra proprio un...", visto che i bambini piccoli quando la vedono dicono immediatamente "bello cane" (mostrando di saperne molto più della maggior parte degli adulti, a quanto pare). Lo so che magari si cerca di essere simpatici, ma credetemi, appena conoscerete la storia di questa creatura vi renderete conto che queste battute non sono per niente simpatiche.

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Quasi è vissuta in una gabbietta per le galline (alta e corta), ed è quindi deforme proprio per questo. Il risultato è che ha una scoliosi gravissima (con DUE gobbe), il bacino storto, le zampe davanti più corte di quelle dietro, e quella posteriore destra più corta della sinistra. Le sue vertebre cervicali non si sono sviluppate, e quindi non può muovere il collo in nessuna direzione.

Le è stata perfino tagliata la coda, tanto perchè il resto non bastava.

E' stata successivamente abbandonata (e direi MENOMALE) e messa in strada, dove si era insediata in un paesino della campania, e dove qualche volontaria le dava da mangiare (il suo nome era Angelica), nonostante fosse oggetto di ogni tipo di maltrattamenti dalla gente del posto.

Un giorno una grande STRONZA disse che l'aspetto della povera creatura le faceva senso, e urlando "mostro, mostro!" chiamò qualche altro PEZZO DI MERDA che caricò Angelica in macchina e la scaricò lontano da quell'unico posto che conosceva. Il risultato è che le volontarie la cercarono per più di un mese, finchè una signora, vedendo i cartelli in strada, chiamò una di loro dicendo che c'era un cinghiale che piangeva come un cane ed usciva solo di notte e piangeva, piangeva... le volontarie corsero a prendere Angelica, e ritrovarono uno scheletrino in fin di vita: non è di certo un cane in grado di procurarsi il cibo da sola.

La portarono in un rifugio (un posto molto bello) dove una meravigliosa donna, Adele, si è occupata di lei e degli altri 60 cani che vivevano con lei. Mena, un'altra volontaria, si è occupata di pubblicare le sue foto su Facebook, eccola qui come l'abbiamo vista nell'annuncio:

Abbiamo visto questa creatura e ce la siamo andati a prendere, anzi, ce l'hanno portata a metà strada, ecco il momento della "consegna":

Il nome Angelica non ci piaceva affatto, così l'abbiamo cambiato. Prima di incontrarla, la volevamo chiamare Pisa, pensando che era un pò storta come la torre, e poi perchè è una città che la sua mamma ha tanto amato, ma quando l'abbiamo conosciuta ci siamo detti che non era storta, era solo gobba, così l'abbiamo chiamata Quasi come Quasimodo, il gobbo di Notre Dame.

Come nome le sta anche bene, visti i commenti della gente: sembra QUASI un...

Ora Quasi vive in pensione accanto a casa della mamma (in attesa che sia pronta la casa nuova della mamma e del papà), che la va a prendere due volte al giorno per portarla in giro, esce altre due volte con il personale della clinica, ed ha una stanza intera tutta sua con cuccia, giochini, eccetera. Quasi è nella pensione della clinica dove la mamma porta Mongo e Mela, e dove tutti la adorano e la conoscono. Qualche cliente "abituale" quando sa che deve aspettare, si fa portare Quasi e la porta a fare una passeggiata. Il mercoledì ed il week end ce la portiamo in giro con noi per prati, e lei è felicissima (anche se poi vuole tornare in clinica, perchè al momento la sua casa è quella).

Quasi felice gioca con un bastoncino tra le margherite

che differenza con l'espressione terrorizzata del primo giorno...

Se vi è venuto da piangere, vi capiamo: quando abbiamo letto la sua storia è quello che abbiamo fatto anche noi. Non la voleva nessuno, così, come è nostro solito, l'abbiamo accolta nella nostra famiglia di "mostriciattoli", perchè tutti hanno bisogno d'amore e tutti possono dare qualcosa.

La nostra è una famiglia speciale, ma non per la presenza di Mongo e di Quasi (che comunque sicuramente danno al nostro nucleo familiare un tocco di "quel non so che" di assurdo che ci piace), ma perchè noi ci vogliamo tutti bene, così come siamo. Siamo convinti che Mongo e Quasi siano così belli dentro, che basti conoscerli per accorgersi che sono bellissimi anche fuori.

Quasi è un essere meraviglioso: ha mantenuto un carattere docile e fiducioso nonostante tutto quello che le hanno fatto. va d'accordo con tutti, cani e persone, ma ha paura degli uomini con i capelli bianchi vestiti di beige (non vogliamo immaginarcene il motivo, ma crediamo di saperlo purtroppo), ai quali ringhia.

Va pazza per i lacci delle scarpe, che morde in continuazione mentre camminiamo. E' un cane GRATO alla vita, felice per qualsiasi cosa, gioca con un filo d'erba, una foglia, un bastoncino, un pezzo di carta. Sembra incredibile ma fa tutto quello che deve fare, cammina, sale e scende le scale, si china per annusare, corre perfino. Fa tutto a modo suo, ma lo fa. è un altro piccolo miracolo della natura: proprio come Mongo. Siamo sicuri che anche voi la amerete, così come noi l'abbiamo amata ancor prima di conoscerla.

 

 

FAITH

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Questo cane è nato la vigilia di natale 2002. E' nato con 3 gambe-

 

 

 

 

 

le due dietro sane e 1 davanti anormale che ha dovuto essere amputata.

Naturalmente non poteva camminare quando è nato e la stessa madre non l'ha voluto.

 

 

 

 

 

Il primo proprietario del cane non credeva che lui potesse sopravvivere e voleva fargli l'eutanasia...Ma Jude Stringfellow la sua proprietaria attuale, come lei ci ha raccontato, ha voluto occuparsene.

 

 

 

 

 

 

 

 

Lei era determinata a fargli imparare a camminare da solo.Gli ha dato il nome di Faith.

All'inizio metteva Faith su una tavola da surf per fargli sentire il movimento.

 

 

 

 

 

In seguito, si serviva di burro d'arachide per ricompensarlo quando si metteva in piedi e faceva dei salti.

Anche l'altro cane della casa l'incoraggiava a camminare: Con grande stupore di tutti, dopo 6 mesi, come per miracolo, Faith ha imparato a ben bilanciarsi slle sue gambe di dietro e a fare dei salti per avanzare.

Dopo avergli dato un insegnamento nella neve, ha cominciato a camminare in piedi come un uomo.

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Faith adora camminare adesso.

Poco importa dove va, le persone sono attratte da lui ed è diventato una vedette della scena internazionale. Si può vederlo in più giornali e documentari. E' anche il soggetto di un libro intitolato: "Con un po' di speranza".

Aveva anche passato un'audizione per uno dei film di Harry Potter.

La sua proprietaria attuale ha anche abbandonato la carriera di professoressa per fare una tournée con lui e tenere delle conferenze. Lei dice che se anche non abbiamo un corpo perfetto, ciò non impedise che il nostro animo e il nostro intelletto lo siano....

Nella vita, ci sono sempre delle cose indesiderabili e noi possiamo sempre scegliere di guardarle da un punto di vista differente.

 

 

 

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Io mi auguro che questo messaggio vi porti una nuova maniera di vedere la vita e che voi possiate apprezzare ed essere riconoscenti per ogni giorno che il domani vi porterà.

 

 

 

 

 

 

 

Faith è un'altra testimonianza di coraggio e di determinazione davanti ad una prova della vita.

Per favore continuate a far circolare questa storia.....

 

 

HOPPA

di Oscar Grazioli

05 marzo 2010.

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Fino a che punto è generosità, affetto, amore e fino a che punto è egoismo, cattiveria, accanimento terapeutico? Questa volta la domanda è all’inizio e non in fondo, ma cambia poco.

Molti che hanno seguito la vicenda di Hoppa se lo sono chiesti e quindi è giusto perdere qualche minuto a rifletterci sopra.

Ma veniamo, prima di tutto, a chi è Hoppa e perché parliamo di lui?

Hoppa è un cane bastardino di quattro anni che ha avuto la triste sorte di nascere privo delle due zampe anteriori, una malformazione piuttosto rara, ma molto grave.

Nonostante la disabilità il suo proprietario non lo ha fatto sopprimere, come il veterinario che lo aveva visitato aveva consigliato, ma ha tentato di tenerlo fino a quando si è reso conto che stava diventando un’impresa troppo ardua per sè e per il cane.

A questo punto l’idea dell’eutanasia prendeva decisamente piede.

La sua storia però è venuta a conoscenza di Avi Kozi, presidente dell’Ente per la Protezione degli Animali israeliano, il quale lo ha adottato e portato a casa sua dove Hopppa si è trovato assieme a una mezza dozzina di fratelli sfortunati, tutti recuperati feriti, più o meno gravemente, in mezzo alla strada.

Avi si è poi rivolto alla facoltà di veterinaria dell’università di Tel Aviv, città dove Hoppa è nato, chiedendo aiuto a docenti e studenti.Un ingegnoso studente, Nir Shalom, che già in passato aveva costruito ardite protesi per cani e gatti, si è messo al lavoro e, dopo poco tempo, dalle sue mani è uscito un particolare carrello, in grado di far camminare Hoppa, anche se ovviamente in modo innaturale.

Si tratta di una sorta di ”giubbotto a rotelle” che potete trovare fotografato ormai dappertutto su Internet, applicato al cucciolo.

La storia di Hoppa infatti ha girato il mondo.Ora i veterinari e lo studente ingegnoso stanno studiando alcune protesi che potrebbero donare un’andatura quasi naturale a Hoppa, affrancandolo da quel dispositivo ingegnoso, ma speriamo transitorio, che lo ha fatto diventare ormai famoso in tutto il mondo come “the roller dog”.

Avi ha affermato a una TV locale che, se anche le protesi non funzionassero, Hoppa è felice lo stesso di “camminare “ con le sue rotelle e “penso” ha detto” che la speranza di qualunque cane sia quella di avere affetto e attenzione in ogni momento della sua vita da parte del proprio padrone.

”Personalmente conosco almeno due cani in simili condizioni: un piccolo Yorkshire che da anni viaggia sul suo carrellino a rotelle apparentemente felicissimo di stare al mondo e un Pointer, rimasto paralizzato, che il cacciatore ha voluto tenere in vita portandolo a passeggiare in mezzo ai prati con una robusta fascia che gli solleva il di dietro.

E allora si torna alla domanda iniziale. E’ giusto? E’ sbagliato? Vale la pena? E’ eccessivo? La mia risposta credo siate in grado ormai di conoscerla.

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RIP LENNOX

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Lennox è stato assassinato!

Non so se avete sentito parlare di questa storia, questo cane è stato sottratto alla sua famiglia, imprigionato e condannato all'eutanasia solo perchè assomiglia ad un pitbull, è la cosa più assurda che possa esserci, come si fa a condannare a morte un cane solo perchè assomiglia ad un pitbull?...qui stiamo impazzendo tutti!!!gli uomini si dimostrano sempre di più dei poveri mentecatti...vi chiedo un favore, firmate la petizione e spedite l'email qui sotto per vedere se quei......signori (si fa per dire) cambiano idea....le speranze sono poche, ma tentar non nuoce...grazie di cuore a tutti voi!!

per chi ne vuol sapere di più, lascio questo link:

http://all-4animals.com/2012/06/12/il-verdetto-e-arrivato-lennox-il-cane-rubato-alla-sua-famiglia-verra-soppresso/

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E' STATA STABILITA LA DATA DI SOPPRESSIONE DI LENNOX

IL CANE BUONO CHE VIENE UCCISO SOLO PERCHE' SOMIGLIA AD UN PIT BULL. NON PERMETTERANNO ALLA SUA FAMIGLIA DI VEDERLO PER L'ULTIMA VOLTA....

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Lennox non c'è più. Questa mattina le autorità irlandesi che l'avevano rinchiuso in un canile, hanno eseguito la condanna a morte che pendeva sulla sua testa. La sua unica colpa? Assomigliare a un pitbull, razza considerata pericolosa in Gran Bretagna e, per questo, proibita dal Dangerous Dogs Act, legge in vigore dal 1991.

La sua storia è di quelle che lasciano senza parole. Chiunque, essere umano o animale che sia, per essere condannato dovrebbe avere una colpa specifica, verificabile e senza ombra di dubbio. Nel caso di Lennox così non è stato. Questo cagnolone di sette anni, nato a Belfast, in Irlanda del Nord, non ha una colpa specifica: non ha mai morso nessuno, non ha mai mostrato segni di aggressività. Anzi. Prima che il 19 maggio 2010 venisse preso e imprigionato dalle guardie zoofile del Comune, ha avuto una vita felice e tranquilla: Lennox viveva con la 34enne infermiera Caroline Barnes e con la piccola Brooke: la 12enne figlia disabile della signora che in lui aveva trovato un "fedele compagno" sempre presente nei momenti di difficoltà. «E' il mio miglior amico - ha raccontato nelle settimane precedenti la piccola al Daily Mirror -. Quando sto male, il che succede un sacco di volte, lui sta ai miei piedi e mi conforta... I miei altri cani escono e giocano, ma Lennox sta con me e io lo amo».
Da quando le hanno portato via il cane, Brooke non è più riuscita ad andare a scuola e ha cominciato a graffiarsi le braccia. Sintomi di insofferenza e disperazione interiore che preoccupano i medici che l'hanno in cura.

Lennox non ha colpe specifiche, neanche verificabili. E' finito in "galera" con un'accusa che va oltre al processo alle intenzioni. Lennox non è di una quelle razze considerate violente dalla legge inglese. L'unica colpa di questo cane è quella di assomigliare ai Pitbull. Condannato per l'aspetto fisico. In questi due anni di lotte, proteste, ricorsi, la famiglia Barnes ha anche prodotto un documento che smentisce tutto questo: «Gli era stato fatto il test del Dna - ha detto ai giornali - e questo ha dimostrato chiaramente che è un incrocio fra un American Bulldog, uno Staffordshire Bull Terrier e un Labrador».

Non ci sono neanche ombre sulle sue presunte colpe, c'è il buio completo. Emettere quella sentenza per Lennox è stato come condannare una persona che non c'entra assolutamente nulla con un crimine commesso da altri. Talvolta, nella vita degli uomini, capitano errori giudiziari dove una persona sconta una pena perché si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. Magari indicato per sbaglio da un testimone. Lennox non ha questo tipo di colpe. Lui non era sul luogo di un'aggressione o simili. Lui era tranquillo ai piedi della sua piccola amica Brooke. Ignaro di tutto o di tutti.

Eppure da due anni Lennox veniva tenuto in una piccola cella del canile, con un po' di segatura sul pavimento, in attesa della sua esecuzione. Alla signora Barnes non è mai stato concesso di vederlo, di accarezzarlo. Così l'animale ha probabilmente provato anche la sensazione di essere abbandonato. Per oltre 772 giorni Lennox non ha neanche saputo delle lacrime versate da Caroline e dalla piccola Brooke, delle migliaia di persone che hanno firmato petizioni online in suo favore, che hanno scritto email e lettere di protesta, dei vip internazionali che sono scesi in campo per lui, delle decine di giornali che hanno scritto pagine e pagine del suo caso. Nulla di tutto questo. Alla signora Barnes, sono solo state consegnate delle fotografie che poi hanno fatto il giro del mondo.

«Ci è stata anche negate la possibilità di dirgli addio - ha scritto poche ore la morte di Lennox la signora Barnes -. Ci è stato detto anche che non possiamo raccogliere il suo corpo e portare a casa Len ma che riceveremo un po' delle sue ceneri per posta». Così ora non è più pericoloso.

twitter@fulviocerutti 

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Wicca, il prezzo di nascere molosso.

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“R.I.P. my little girl. Please forgive me, WE know it’s not your fault for getting scared……”

“ Riposa In Pace bambina mia. Ti prego perdonami, Noi sappiamo che non è colpa tua se incuti paura….”

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L’ultimo abbraccio di Christos e Wicca

Queste sono le prime parole che Christos Papakostas ha dedicato alla sua Wicca, la femmina di American Staffordshire Terrier di 5 anni, la cui storia, come quella di Lennox e purtroppo di altre centinaia  di cani, è ormai diventata tristemente famosa in tutto il mondo.

Ho fatto fatica, io in prima persona, ad andare oltre le poche parole che vi ho segnalato qui.

A dirla tutta, ancora non sono riuscita a tradurre la lettera integralmente.

Ci vuole coraggio.

Il coraggio l’hanno avuto, eccome, tutti quelli che hanno contribuito alla sua esecuzione. Solo per aver dato un graffio, curato con un po’ di pomata, a una donna che invece di farsi gli affari suoi, aveva pensato bene, anzi davvero male, malissimo, di andare a disturbare Wicca e Christos mentre erano tranquilli sulla terrazza di un bistrot.

 

Per Wicca sono state organizzate moltissime veglie e manifestazioni di protesta.

E poco importa che Wicca abbia agito per difendere il suo padrone o sia stata svegliata di soprassalto. Chiunque conviva con un cane, sa benissimo che cosa lui non arriverebbe mai a fare, il fattore imprevedibile è sempre legato a un input esterno molto, molto forte.

E non è concepibile che quella cucciolona di casa, che dormiva sul lettone e che faceva tutte quelle facce buffe, prontamente immortalate dai suoi umani, sia stata un brutto giorno prelevata dalla sua casa, strappata ai suoi affetti e portata in un canile in attesa di una sentenza di morte enunciata unicamente a causa delle sue sembianze fisiche.

C’è stato accanimento nei confronti di Wicca, a nulla sono serviti i fiumi di mail, le petizioni, le manifestazioni di protesta, le fiaccolate, il rifiuto del gestore del canile, l’intervento dei Cesar e Victoria di turno.

Era una sentenza annunciata sin dal principio, emanata da una persona che non sa nulla di cani e mai ne potrà sapere, perché la dolcezza di un muso come quello di Wicca e Lennox non ha niente a che vedere con la povertà d’animo del più misero essere che esista sulla faccia della Terra.

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Per saperne di più sulla Breed specific legislation, Wicca, Lennox, e tutta la vicenda consultate la pagina facebook Save Wicca ed i seguenti link:

  1. all-4animals.com

  2. all-4animals.com

  3. all-4animals.com

 FONTE: http://www.vegamami.it/


Leggi tutto: http://www.vegamami.it/news/leggi-e-comunicati/wicca-il-prezzo-di-nascere-molosso/#ixzz5XXDnySza 
Follow us: @AmamiSilvia on Twitter | VegAmami.it on Facebook

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È successo in pieno centro di Barcellona.
Un ragazzo vendeva collanine e braccialetti per strada, sempre insieme alla sua cagnolina. 
Quel giorno era vicino all'ingresso di un hotel, al proprietario dava fastidio e ha chiamato le Guardie Urbane per mandarlo via...
Quando sono arrivate, hanno trascinato il ragazzo , lo hanno atterrato e immobilizzato ...
La cagnolina si è messa ad abbaiare in difesa del suo amico e una guardia le ha sparato un colpo di pistola in testa... Mentre moriva la piccola scodinzolava guardando il suo amico che veniva trattenuto dalle bestie in uniforme.

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